Quest’anno c’è poco da fare classifiche dal momento che per tutto il 2010 ho praticamente ascoltato solo questo: mentre mi svegliavo all’alba e guidavo attraverso le fitte nebbie casalesi, mentre battevo i denti aspettando il pullman davanti alla stazione di Alessandria, mentre mi scioglievo di caldo sul treno per andare a Torino, mentre mi facevo la doccia con l’ennesimo acquazzone di Grugliasco, mentre ricominciavano l’autunno e poi l’inverno e io ero sempre ad aspettare qualcosa che di solito era un mezzo pubblico in ritardo ma a volte era anche qualcos’altro, una svolta, un’illuminazione improvvisa sul motivo profondo che mi portava ad agire in un certo modo, una spiegazione razionale del corso degli eventi.
Adesso la svolta ci sarà, cambierò casa, tornerò a essere la ragazza che guarda il mondo dalla finestra della sua stanza, imparerò altre strade a memoria, avrò un cane lupo part-time, avrò nuove parole e ho deciso solennemente di smettere di preoccuparmi per l’anno che sta arrivando, di cosa sarà, di cosa farò e concentrarmi sul presente, sulla crema di peperoni e noci che ho preparato per la cena di stasera, sui miei occhi che improvvisamente mi sembrano più giovani del solito, sul dormire tardi la mattina finché posso e rispolverare vecchie agende imboscate ovunque. Cosa sia stato il 2010 non saprei, direi “Work”  lavoro soprattutto e tante altre piccole cose che non resteranno dimenticate.
Auguri a tutti, nè.

Quest’anno c’è poco da fare classifiche dal momento che per tutto il 2010 ho praticamente ascoltato solo questo: mentre mi svegliavo all’alba e guidavo attraverso le fitte nebbie casalesi, mentre battevo i denti aspettando il pullman davanti alla stazione di Alessandria, mentre mi scioglievo di caldo sul treno per andare a Torino, mentre mi facevo la doccia con l’ennesimo acquazzone di Grugliasco, mentre ricominciavano l’autunno e poi l’inverno e io ero sempre ad aspettare qualcosa che di solito era un mezzo pubblico in ritardo ma a volte era anche qualcos’altro, una svolta, un’illuminazione improvvisa sul motivo profondo che mi portava ad agire in un certo modo, una spiegazione razionale del corso degli eventi.

Adesso la svolta ci sarà, cambierò casa, tornerò a essere la ragazza che guarda il mondo dalla finestra della sua stanza, imparerò altre strade a memoria, avrò un cane lupo part-time, avrò nuove parole e ho deciso solennemente di smettere di preoccuparmi per l’anno che sta arrivando, di cosa sarà, di cosa farò e concentrarmi sul presente, sulla crema di peperoni e noci che ho preparato per la cena di stasera, sui miei occhi che improvvisamente mi sembrano più giovani del solito, sul dormire tardi la mattina finché posso e rispolverare vecchie agende imboscate ovunque. Cosa sia stato il 2010 non saprei, direi “Work”  lavoro soprattutto e tante altre piccole cose che non resteranno dimenticate.

Auguri a tutti, nè.

Una volta avevo un blog.
Adesso ho solo dei pensieri minimi.



per chi vuole scrivermi la mail è sempre quella là:
figliadelgiaguaro@hotmail.com

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